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Ciao lettori, visto il particolare entusiasmo emerso per lo scorso articolo “Un libro che”, ho deciso di riproporre questa rubrica tutti i 23 di ogni mese, ogni mese con un tema diverso.

( se volete leggere lo scorso articolo, lo trovate qua: https://lalettrice.altervista.org/un-libro-che-vi-ha-cambiato-la-vita-le-vostre-risposte/ )

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Questo libro mi ha fatto tornare indietro: a quando a lezione si diventava rossi se alla maestra più giovane si vedeva la coscia; alle peggiori offese prima di venire alle mani risolte tutte con un “cinque” schioccato di cuore se si faceva gol col supertele; all’ingenuo atteggiarsi da adulti se si riusciva a entrare senza paura nella casa abbandonata…
Tutte cose che non ci saranno più, ma che ricordo con piacevole nostalgia.
Gesù, non succede lo stesso anche a voi?

Allora “Due di due” di De Carlo è un libro a cui sono molto affezionata, racconta l’amicizia tra Mario e Guido, un’amicizia particolare, di quelle che nascono al liceo e poi ti porti dietro per tutta la vita. Sullo sfondo gli anni ‘70, la politica e le rivolte studentesche, le dinamiche tra i due amici possono ricordare per molti aspetti quelle tra Lila e Lenù, e anche qui faccio molta fatica a capire chi dei due sia l’amico geniale.
Di solito dei libri mi ricordo bene l’incipit, di questo libro invece ricordo bene l’ultima frase, parabola conclusiva di una storia bellissima “…ed era strano vedere una casa sola dove ce n’erano state due.”

È la storia dell’amicizia tra questo cagnolino e la sua padroncina, che vengono separati e lui cerca fino alla fine di ritrovarla grazie all’aiuto di tanti animali diversi. Incontra difficoltà ma anche atti di altruismo e alla fine i genitori della bambina lo accettano perché nonostante all’inizio non lo volevano per niente, capiscono che questa amicizia è molto importante per vedere la figlia di nuovo felice. Il libro è raccontato dal cucciolo, quindi ogni cosa è descritta in modo molto diverso da quello a cui siamo abituati. La sua padroncina lui non ne conosce il nome, allora la chiama “Mela” per via del suo profumo… Questo è quello che ricordo. È scritto con un linguaggio semplice e accessibile a tutti. Infatti era un autore che studiavo a scuola.

Mi piace molto quel libro (e tutta la quadrilogia) perché descrive l’amicizia tra donne per com’è, edulcorandola di tutte le versioni utopiche. Mostra un affetto viscerale ma anche competizione, invidia, gelosia e tutti i sentimenti contraddittori che solo una donna può provare nei confronti di altre donne e soprattutto di un’amica che non solo ama ma stima tanto

 Noi siamo infinito parla di un gruppo di amici, ognuno con una serie di problematiche e situazioni che li portano a essere discriminati. Formano un loro mondo dove i pregiudizi e la violenza non possono toccarli.

Ho scelto questo libro perché mi è piaciuto molto come Daniel e Fermín sono diventati amici un po’ per caso un po’ perché il destino ha messo l’uno sul percorso dell’altro. Fermín si è dimostrato un uomo dal carattere buono che con i suoi problemi non ha mai perso fiducia nell’umanità e diventa un amico e un punto di riferimento per Daniel oltre a suo padre e insieme tutti e tre sono una piccola famiglia. Cosa che non sarebbe stata possibile se prima non fossero diventati buoni amici e non si fossero fatti forza a vicenda 🙂

Perché racconta di un’amicizia diversa dagli schemi. Sofia è una bambina dell’orfanotrofio e, quando viene “rapita” dal GGG tutto ci si poteva aspettare tranne che un’amicizia così bella con lui. Anche se è un libro per bambini secondo me merita di essere letto da tutti.

Una serie di 4 libri, che descrivono la storia di due amiche, dall’infanzia alla vecchiaia. Sono libri affascinanti, con descrizioni a tutto tondo: i personaggi non sono mai solo buoni o cattivi, ma hanno mille sfumature.

  • Ecco la risposta di @__lulu66__ : (L’amico ritrovato)

L’amico ritrovato è un libro che emoziona e ci fa riflettere sul senso dell’amicizia e il legame che unisce due persone, aldilà della razza, ideologia, luogo in cui vivono e andranno a vivere. Esiste una fisica, quella dell’anima che unisce questi due ragazzi: Hans ebreo e il coetaneo tedesco Konradin. Il periodo storico definisce questa amicizia. Periodo di sofferenze, ingiustizie pensieri distorti di una realtà dittatoriale e imponitiva. Ma l’amicizia vola oltre i confini, i pensieri familiari: arriva al cuore. Ecco l’essenza del libro: il cuore. Cuore coraggioso, solidale, altruista che infrange il muro dell’assolutismo.

  • Ecco la risposta di @read.passion : (Il bambino con il pigiama a righe)

 A me è piaciuto molto innanzitutto perché la voce narrante è quella di un bambino, con la sua innocenza e i suoi pensieri…per lui amicizia è un valore “puro” , che va oltre la razza ,un pigiama a righe o un filo spinato…mi ha fatto molto riflettere e pensare …oltre che emozionare…riflette sul valore dell’ amicizia e dei rapporti umani sui pregiudizi e sull’ olocausto, che è un argomento che secondo me è sempre importante e attuale e non va mai dimenticato.

Questo libro non è la classica storia di un’amicizia tranquilla e serena, i due protagonisti vivono in un grande palazzone popolare dove tutti gli occupanti hanno vite tristi e grigie, dove nessuno ha più delle belle speranze. E il degrado porta alla diffusione della droga, uno dei due amici ne cade preda, l’altra farà di tutto per farlo smettere: manderà a monte la propria vita per lottare contro un mostro che non può vincere. Non si arrenderà nemmeno davanti alla morte; per me questa è l’amicizia: arrivare a odiarsi per proteggersi, fare l’impossibile senza ricevere niente in cambio.

Questo libro racchiude una storia di forte amicizia. La storia è ambientata nella seconda guerra mondiale, la protagonista Liseal stringe amicizia con un ebreo, ella insieme alla sua famiglia decidono di rischiare la peopria vita pur di salvarlo, così lo ospitano in casa propria rischiando di essere scoperti dai controlli dei soldati tedeschi. Tra Liesel e il ragazzo abreo si instaura una profonda amicizia tanto che quest’ultimo le dedica perfino un libricino fatto da lui

E così si conclude l’ appuntamento di oggi con questa rubrica, grazie a chiunque ha dedicato parte del suo tempo a rispondermi.

A presto! @la_lettrice_ • Foto e video di Instagram

lalettrice

Mi chiamo Giusi, ho 17 anni e amo leggere.
Amo la poesia, credo che proprio come diceva Shakespeare, attraverso le parole delle poesie rendiamo immortali i nostri sentimenti.
Amo anche aiutare autori emergenti o case editrici a far conoscere stupendi libri.
Grazie a chiunque spenderà il suo tempo a leggere le mie parole, siete preziosi.
Vi voglio bene.

2 Comments

  1. Bellissimo post, mi piace molto questo nuovo format anche se non sempre riesco a trovare il titolo del libro (sono così piena che non so più dove girami e non riesco mai a ricordare tutti i titoli ❤️). Sono stra curiosa di leggere le prossime ❤️.

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