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Ciao lettori, oggi sono tornata con una nuova intervista ad un autore, si tratta di Raffaele Garzone, autore di “Due morti e quattro cadaveri” che ho recensito qualche giorno fa sul mio blog, vi lascio il mio post di Instagram e poi il link per leggere la mia recensione!

Ecco il link per la recensione: https://lalettrice.altervista.org/due-morti-e-quattro-cadaveri-recensione/

Ora vi lascio alle domande!

  1. Nel tuo libro si parla di Sherlock Holmes. Com’è nata questa tua passione e perché hai scelto di scrivere questo libro?
    Ci sono autori, come Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, che non sono mai caduti in gialli banali. A loro mi sono sempre ispirato nel cercare di elaborare trame originali. Nel 2014 ci ero riuscito con un paio di racconti pubblicati dal il mio editore dell’epoca, il quale mi fece una proposta: “Ci serve un romanzo su Sherlock Holmes ai giorni nostri. Inventati qualcosa e mandacelo entro due mesi”. L’idea mi intrigava, e il risultato ebbe titolo “Sherlock Holmes 2014”. Lo inviai all’editore affinché lo girasse al correttore di bozze.
    “Non lo correggiamo”, fu la risposta. “Non c’è tempo: il mercato editoriale vuole Sherlock Holmes, e dobbiamo rispondere adesso.”
    “Ma potrebbe essere una schifezza!” risposi io.
    “Ti Abbiamo già pubblicato in passato, e ci fidiamo del tuo lavoro.”
    Una pubblicazione su commissione solo per soddisfare le esigenze di mercato non era quello che meritava il mio romanzo, così rifiutai la proposta e lo tenni per me in un cassetto.
    Mi ricordai di quelle pagine solo nel 2016: volevo partecipare ad un torneo letterario chiamato “Io Scrittore”, e volevo vincere. A quel pensiero fu come se il cassetto si fosse aperto da solo, e Sherlock Holmes e John Watson sbucarono fuori sventolando le mani.
    Posi il romanzo sotto la lente di ingrandimento e mi accorsi che faceva pena: buchi nella trama, personaggi secondari non caratterizzati, refusi ad ogni capitolo… ma la storia c’era, ed era una bomba! Ci vollero cinque mesi per riscriverlo e cambiare il titolo (fermo a due anni prima), e “Due morti e Quattro cadaveri” arrivò alle finali del torneo per due edizioni di fila.

2. Quanto è stato difficile per te scrivere di questo personaggio molto particolare?
Molto. Le aspettative del pubblico sono alte quando si tratta di Sherlock Holmes. Inoltre, per rielaborare lo stile di Arthur Conan Doyle dovevo prima comprenderlo. Per farlo ho letto un mattone di 1200 pagine con tutte le sue opere, e quando ho chiuso l’ultima pagina mi sono detto: “ok, ora so come scrivere”.

3. Se dovessi descrivere il tuo libro in un breve testo di massimo 50 parole, che non sia la sinossi, come lo descriveresti?
Un piccolo romanzo da non sottovalutare, nel quale, quando pensi di aver risolto il mistero, ti accorgi che l’enigma più grande ce lo avevi sotto gli occhi e non te ne eri accorto.

4. Qualche anticipazione su un eventuale seguito? Chi ti legge può essere sicuro di poter leggere altro?
L’idea è quella di scrivere una collana di romanzi Amish con i due protagonisti che abbiamo già conosciuto. Ogni romanzo, una trama autoconclusiva. Sto lavorando ad un nuovo caso che presenta diverse novità: ci saranno più delitti su cui indagare contemporaneamente, e verranno svelati insospettabili retroscena della vita dei due detective.

5. Domanda di rito, come immagini la tua vita senza scrittura o letteratura?

Vuota. Prima di essere uno scrittore sono un appassionato lettore. Leggere -così come scrivere- ti permette di volare in posti sempre nuovi senza mai toccare con i piedi per terra. In una vita senza scrittura, forse, indosserei le scarpe.

Allora, curiosi come me di leggere altro di questo autore? A presto lettori! @la_lettrice_ • Foto e video di Instagram

lalettrice

Mi chiamo Giusi, ho 17 anni e amo leggere.
Amo la poesia, credo che proprio come diceva Shakespeare, attraverso le parole delle poesie rendiamo immortali i nostri sentimenti.
Amo anche aiutare autori emergenti o case editrici a far conoscere stupendi libri.
Grazie a chiunque spenderà il suo tempo a leggere le mie parole, siete preziosi.
Vi voglio bene.

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