Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Il 25 Novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ma io ho sempre odiato quei giorni dedicati al “ricordo” di qualcosa, perché penso che l’impegno necessario a sconfiggere dei fenomeni negativi o a portarne avanti dei positivi debba essere costante, 365 giorni all’anno e in questo sfortunato 2020, 366.

Sfortunato su tanti fronti, uno tra questi è sicuramente l’aumento spropositato delle vittime di violenza, in particolar modo di quella domestica e della diminuzione di denunce a causa del lockdown che abbiamo vissuto nella primavera e anche di quello che stiamo vivendo e vivremo nei mesi a venire.

Quando si parla di violenza generalmente si pensa quasi esclusivamente alla violenza di tipo fisico, quella che lascia lividi che molte persone tendono in qualsiasi modo a nascondere, ma non molti si fermano a pensare alla violenza psicologica e a quanto male faccia: pensate ad una donna, in quarantena da sola a casa con suo marito che non fa altro che ripeterle che è una buona a nulla, una cicciona, o troppo magra, che riesca a trovare dei difetti in qualsiasi cosa e che non manchi mai di ricordarle, in qualsiasi momento della giornata, quanto sia un fallimento.

Questo aspetto della violenza psicologica domestica, ovviamente in quarantena è incrementato, perché se prima si riusciva a trovare del tempo per evadere e provare ad allontanarsi anche solo per pochi minuti al giorno, questo momento di libertà è stato negato dalle circostanze e tutte le vittime di tali violenze sono state risucchiate da un loop infinito formato da giornate tutte uguali, una dietro l’altra, ogni giorno più pesante di quello prima.

Questo ha inciso molto sulla salute psichica di molte donne, di qualsiasi età, statura, area geografica o appartenenza sociale: al contrario di quello che molti pensano, la violenza è diffusa molto anche nei ceti medio-alti della società, anche se scatenata da motivi differenti. ( piccolo appunto: questo articolo non vuole in alcun modo affermare che non venga esercitata alcun tipo di violenza sugli uomini, ma in proporzione statistica è maggiore quella rivolta ad un pubblico femminile )

Oggi è il 25 Novembre 2020, appunto la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e questo sarà semplicemente un articolo come tanti altri, dove leggerete dell’argomento e magari vi porrete degli interrogativi al riguardo, ma io mi chiedo: ci fermiamo mai a riflettere sul serio riguardo questi aspetti? E’ vero, sono state fatte moltissime campagne di sensibilizzazione sull’argomento, molte sono le associazioni che si battono affinché questo fenomeno venga depennato, ma ognuno di noi si è mai soffermato a rifletterci su?

La mia rubrica, I can’t breathe nasce proprio per questo motivo: sento la necessità di riuscire a respirare bene, a pieni polmoni, felice, ma so che questo non sarà possibile fino a quando non avrò fatto tutto il possibile, dal mio piccolo, per rendere la vita delle altre persone più “respirabile” e forse, un po’ migliore, per cui vorrei soffermarmi a riflettere al riguardo e vorrei invitare anche voi a riflettere.

In radio, in tv, a scuola, ad un convegno, sentiamo spesso parlare quasi in codice di questo fenomeno, ma non ci rendiamo conto di come questo ci venga raccontato dai mass media quando si tratta di un fatto di cronaca, quindi nei casi più letali come i femminicidi: si cerca subito di delineare la figura del carnefice, che troppo spesso si tenta di giustificare, gli si attribuiscono delle caratteristiche positive, quasi come se quel momento fosse stato solo un raptus: così la maggior parte delle volte si viene giudicati incapaci di intendere e di volere, viene ridotta la pena e nel giro di poco e la storia continua a ripetersi, con nuove vittime, con nuove ferite.

Oppure, pensate mai a quante volte le donne denuncino degli atti di stalking, di violenza fisica o non, da parte dei propri parter o meno, ma nonostante il loro atto di grande di coraggio, la negligenza da parte delle istituzioni e della società le costringe a restare comunque intrappolate in un loop infinito di violenza, nonostante loro ci abbiano provato. Pensate un po’ se qualcuno si accorgerà allora di quelle donne che non trovano il coraggio di farlo.

Eppure, la Repubblica italiana si fa da garante per i diritti inviolabili della persona, ma quante volte non è stata in grado di tutelare molte vittime di violenza? Quante volte donne che avevano denunciato anche ripetute volte il proprio carnefice ne sono rimaste vittime lo stesso?

Eppure, tutti si dichiarano apertamente contrari alla violenza, soprattutto nelle campagne di sensibilizzazione nelle scuole, ma quanti sono i ragazzi gelosi possessivamente delle proprie ragazze che considerano una proprietà esclusiva, fino ad arrivare a gesti estremi?

Qualche anno fa, una ragazza di un paese vicino al mio di appena 16 anni fu prima accoltellata e poi bruciata viva dal suo ex fidanzato che semplicemente non aveva accettato la fine della loro relazione, trovate un articolo per saperne di più qui : https://www.lastampa.it/cronaca/2013/05/27/news/fabiana-in-paese-tutti-sapevano-1.36098444

Questa storia così vicina a me ricordo che mi scosse parecchio, circa sette anni fa e sentivo doveroso ricordarla in questo articolo, in questa Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che forse potrebbe cambiare il destino di tante ragazze come lei.

Questa Giornata non voglio che si limiti ad esserlo solo adesso, per cui troverete sicuramente moltissimi altri articoli sul mio blog con questo tema, ma in particolar modo durante questa settimana ne usciranno altri inerenti a questo, in particolare uno che racchiuderà delle riflessioni delle persone che mi seguono e un altro dove si proporranno dei libri a tema o semplicemente dei libri con delle donne forti, o che raccontino storie forti attraverso la penna della mano delicata di qualche autrice.

Giornata mondiale

Pubblicato da lalettrice

Mi chiamo Giusi, ho 17 anni e amo leggere. Amo la poesia, credo che proprio come diceva Shakespeare, attraverso le parole delle poesie rendiamo immortali i nostri sentimenti. Amo anche aiutare autori emergenti o case editrici a far conoscere stupendi libri. Grazie a chiunque spenderà il suo tempo a leggere le mie parole, siete preziosi. Vi voglio bene.

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