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Ciao lettori, come state passando questi giorni carichi di ansia? Spero che le mie recensioni possano tenervi compagnia. Oggi vi parlo di un libro molto speciale, che mi è entrato nel cuore, si è incastonato per bene e ci rimarrà per il resto della mia vita. Ecco di che libro sto parlando:

Ecco alcune caratteristiche del libro:

  • Autore: Lionel Duroy
  • Casa editrice: Fazi Editore
  • Numero di pagine: 460 circa
  • Codice ISBN: 9788893255042
  • Prezzo, in euro: 19.00

Trama e introduzione al libro:

Duroy ci porta in Romania, precisamente nel periodo dopo la prima guerra mondiale, sia precedente che durante il secondo conflitto mondiale.

Duroy decide di raccontarci la storia di Jana, Eugenia Rădulescu , nata a Iaşi, una città con una notevole quantità di cittadini rumeni, ma “ebrei”. La sua famiglia, costituita da sua madre Carmen, suo padre e dai suoi due fratelli: Ştefan e Andrei. L’uno l’opposto dell’altro: il primo sostenitore dei fascisti, vuole eliminare dalla società romena tutti gli ebrei che hanno rubato a loro le cariche di avvocati, dirigenti di aziende e altro, mentre Andrei ama la letteratura, la poesia, calmo e pacato.

Nella famiglia di Eugenia, quindi, anche grazie all’influenza di Ştefan regna l’antisemitismo ed Eugenia riuscirà ad aprire gli occhi e rendersi conto dell’orrore grazie alla sua professoressa di letteratura, Irina Costinas, che presenterà alla classe frequentata da Eugenia uno scrittore ebreo, Mihail Sebastian, all’anagrafe Iosif Hechter.

Eugenia inizierà a sentirsi profondamente legata a lui, e durante il corso degli eventi vivrà una serie di sentimenti contrastanti, ma l’unica cosa di cui non dubiterà mai è l’amore verso Mihail.

E lui? Lui, a differenza di Eugenia, è molto più cinico, l’unica via d’uscita che crede di avere nella propria vita è la scrittura: scrivere di tutto, d’amore sofferto per qualcuno che ci fa del male, che ci illude, ma che nonostante questo non riusciamo a smettere di amare, scrive un diario nel quale racconta giornalmente cosa succede: le stragi nei confronti degli ebrei, la guerra, i limiti, le piccole gioie che riusciva a trovare nella sua vita. Ma non amerà mai Eugenia, perché non ama neanche la sua vita, non riesce a trovarne uno scopo, al punto che dopo la fine della guerra si lascerà morire, non avendo più un motivo di vivere.

Eugenia è una ragazza giovane, che poi diventa anche giornalista, interessata a ciò che le accade intorno, vuole poter cambiare il mondo, vuole che qualcuno le dia ascolto, vuole che gli ebrei vengano accettati e che le autorità locali, chiunque salga al governo, si renda conto dell’orrore che stanno compiendo. Qualcuno ha una coscienza? Come ci si sente quando si è costretti ad osservare e ad interiorizzare le immagini di persone oneste che vengono uccise per strada, solo perché ebrei?

E perché nessuno, tranne pochi, decidono di parlare di come questa cosa li fa sentire?

La verità è che gli ebrei sono stati spesso usati come capo espiatorio delle colpe che hanno i rumeni, i tedeschi o chiunque altro. Mentre un vero cittadino rumeno o tedesco tradiva la sua patria, la colpa veniva data agli ebrei. Gli ebrei riuscivano a diventare avvocati studiando e lavorando sodo, i rumeni invece preferivano dedicarsi ad altro e pensare che tutto gli fosse dovuto. Il risultato? Era tutta colpa degli ebrei.

Citazioni (dopo vengono le considerazioni personali)

Negli ultimi momenti della nostra vita la morte ci soffia forse in faccia i suo inconfondibile respiro? Oppure ci sussurra all’orecchio parole che ci gelano il cuore? Me lo chiedo davvero.

Io amo follemente gli ebrei e ho addirittura l’ardire di sperare che non lascino la Romania. Li amo follemente perché ampliano l’orizzonte. Immaginate un po’ cosa sarebbe il mondo senza di loro: un mosaico di piccoli popoli dall’animo ottuso. barricati dietro le loro frontiere e occupati ciclicamente in qualche guerra per pochi ettari in più. Gli ebrei se ne fregano dei confini, sono ovunque a casa loro, laddove arrivano si danno da fare e, se non li vogliono più se ne vanno e ricominciano da un’altra parte. Sono degli infaticabili viaggiatori, degli inesauribili costruttori e niente li spaventa o scoraggia: né l’aridità della terra né la lingua dei loro vicini che assimilano in qualche mese. Eh sì, cara Marietta, li amo follemente perché incarnano ai miei occhi la diversità culturale e l’immensità del mondo quando invece, ovunque ci giriamo, ci scontriamo con meschini patrioti in basco e camicia verde, bruna o nera, il cui grande sogno sembra ridursi soltanto a farci marciare al suo delle loro sinistre fanfare.

Considerazioni personali e conclusioni.

Leggere questo libro è stato come essere lì, con Eugenia, e osservare tutto ciò che accadeva ai tempi. Dalle parole dell’autore ho percepito tutte le emozioni, ho pianto e mi sono chiesta perché ciò sia accaduto e perché, purtroppo, accada ancora adesso.

Eugenia è uno di quei personaggi letterari che ti trasporta con sé, ti chiede di seguirla e poi potrai vedere un mondo diverso dal tuo. Eugenia è una donna forte, che ha la voce di farsi sentire, a modo suo, mentre tutti quanti urlano e acclamano il regime fascista di Hitler.

Eugenia è una donna importante per me. La porterò sempre nel mio cuore.

Ringrazio la casa editrice Fazi Editore per la copia del libro, in particolar modo alla gentilissima Cristina. Ecco la scheda del prodotto: https://fazieditore.it/catalogo-libri/eugenia/

Per chiunque volesse, mi trova su Instagram qui: @la_lettrice_ • Foto e video di Instagram

Fate sì che ciò non accada più, aprite gli occhi, ve ne prego.

lalettrice

Mi chiamo Giusi, ho 17 anni e amo leggere.
Amo la poesia, credo che proprio come diceva Shakespeare, attraverso le parole delle poesie rendiamo immortali i nostri sentimenti.
Amo anche aiutare autori emergenti o case editrici a far conoscere stupendi libri.
Grazie a chiunque spenderà il suo tempo a leggere le mie parole, siete preziosi.
Vi voglio bene.

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